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martedì 17 aprile 2012

La Lombardia a sostegno del popolo sahrawi

Dopo l’incontro tra il presidente del Consiglio Regionale Lombardia e una delegazione sahrawi nello scorso settembre, su iniziativa del Coordinamento regionale di solidarietà al popolo saharawi, il Consiglio ha inviato una missione nei campi profughi dal 3 all’8 febbraio, guidata dalla vicepresidente del Consiglio Sara Valmaggi e comprendente anche consiglieri della Provincia di Milano. A seguito di questa visita, il Consiglio Regionale ha approvato il 6 marzo una mozione nella quale impegna la Giunta regionale a sollecitare gli organismi internazionali per una soluzione in sintonia con l’Onu, e l’UE per un maggior protagonismo e impegno umanitario. Chiede inoltre l’apertura di un tavolo di confronto con il coordinamento regionale per sostenere le iniziative di solidarietà delle amministrazioni locali e delle ong. La mozione sostiene gli sforzi del ministero degli Esteri per la liberazione di Rossella Urru e degli altri ostaggi.

Il Seminario nazionale sull’accoglienza dei bambini sahrawi

Con la partecipazione del neo-Ministro, già Segretario di Stato, della Gioventù e dello Sport della Rasd, Mohamed Mouloud, il Seminario nazionale sull’Accoglienza dei bambini sahrawi ha riunito, il 31 marzo a Firenze, Enti Locali e associazioni per rinnovare la condivisione e lo sviluppo del Programma nazionale per le vacanze estive dei bambini “Ambasciatori di Pace”.
Le parole del ministro hanno messo in risalto la necessità dell’unitarietà del Programma, particolarmente preziosa perché comprensivo di progetti diversificati, come quelli dedicati ai diversamente abili ed ai celiaci. Tale diversità caratterizza in modo particolare l’accoglienza in Italia rispetto ad altri paesi europei, Spagna compresa.
L’incontro è stato, inoltre, luogo di confronto e dibattito sulle questioni più complesse del Programma e ha presentato nuove opportunità di miglioramento, basate sulla condivisione delle scelte e sulla completa collaborazione tra tutti i soggetti coinvolti, con l’intento di rafforzare i rapporti trai Partner. Alla fine è stata fatta la scelta di mantenere unitario il Programma che, malgrado le difficoltà economiche, anche quest’anno, come già lo scorso anno, vedrà un leggero aumento dei bambini ospitati in Italia con il coordinamento dell’ANSPS, proprio nell’anno che vede una drastica diminuzione dell’accoglienza in Spagna.
Tra le novità del 2012 : la gestione collegiale, e distribuita sul territorio, dell’accoglienza attraverso l’allargamento dell’Equipe nazionale; l’introduzione del “Sahrawi Day”, per dare visibilità nazionale alla presenza dei bambini sahrawi in Italia, e il lancio del concorso per la miglior produzione multimediale “Che cosa ho imparato dai bambini sahrawi”, per sostenere lo scambio educativo e interculturale tra la cultura sahrawi e quella italiana, aspetto fondamentale dell’intero progetto.
Sulla base dei risultati del Seminario nazionale, è stato siglato tra il ministro Mohamed Mouloud e il presidente dell’ANSPS il nuovo Accordo RASD- ANSPS che regola l’Accoglienza 2012.

In occasione della venuta in Italia per il Seminario nazionale sull’Accoglienza, il ministro della Gioventù e dello Sport, Mohamed Mouloud, ha effettuato tra la fine di marzo e l’inizio di aprile, una serie di incontri con i responsabili giovanili di alcuni partiti politici. Ha incontrato il coordinatore giovani dell’IDV, Rudi Russo, il segretario nazionale dei Giovani democratici, Fausto Raciti insieme ad una delegazione, il presidente e la segretaria nazionale della Federazione giovanile socialista (FGSI), Mattia Di Tommaso e Claudia Bastianelli. Ha inoltre incontrato il responsabile internazionale dell’UISP (Unione italiana sport popolare) Carlo Balestri.
Il ministro è stato ricevuto dal Sindaco di Sesto Fiorentino, e a Rosignano Marittimo (LI) dal Sindaco, dal Presidente del Consiglio Comunale e dal Presidente dello Sporting club - Partner del progetto sportivo estivo.

giovedì 8 marzo 2012

Tradizione e cultura: il ruolo delle donne sahrawi durane la guerra


Impegnate nell'assicurare la sopravvivenza al popolo sahrawi in esilio dalla guerra contro il Marocco, le donne del campo profughi di Tinduf, nel Sud dell'Algeria, non hanno perso il loro spirito di madri ed educatrici.
In un contesto ambientale desertico, privo di mezzi e attrezzature, le donne sharawi si sono rese protagoniste nella ricostruzione e del mantenimento quotidiano della vita nel campo profughi.
Le donne, lasciate sole nei campi a causa della leva obbligatoria e necessaria, si inseriscono nei comitati della gestione dei campi - utilizzando, per l'approvvigionamento quotidiano, territori ritenuti ostili e sterili-  e nei programmi di alfabetismo gratuiti; diventano insegnati e si assumono  nuove responsabilità. Educano ai valori della libertà, della dignità e del rispetto - motivi per cui mariti e padri erano assenti, senza perdere la cultura sahrawi e le attività tradizionali.
Si organizzano nell'Unione  nazionale delle donne sahrawi (UNMS) per ottenere il riconoscimento del Fronte Polisario dei propri diritti, senza subire il peso della tradizione islamica.
Dal "Cessate il fuoco" del 1991, il ritorno degli uomini nei campi profughi ha destabilizzato la condizione delle donne, consapevoli dell'inevitabile riduzione dei propri spazi di libertà e della necessità di una nuova fase di emancipazione.

Donne e parità, il documento dell’EUCOCO di Siviglia


Raccogliendo le linee guida del Piano di azione del  6°congresso UNMS (Union nacional  mujeres sahrawi) e le conclusioni del 13° Congresso del Fronte Polisario, i partecipandi all’EUCOCO (3-5 febbraio 2012) di Sevilla hanno elaborato delle azioni per la tutula dei diritti delle donne sahrawi e il raggiungimento dell’equitià di genere.
Necessario sarà, innanzitutto, il coordinamento e il rafforzamento delle reti di supporto alla popolazione sahrawi e il contributo delle associazioni di solidarietà civile, università, organizzazioni femminili ecc. alla progettazione di nuove proposte e alla partecipazione a incontri e approfondimenti.
I presenti, inoltre, si impegneranno nelle azioni di lobbyng e advocacy, al fine di semplificare alle donne sahrawi l’accesso alle posizioni di responsabilità e agli uffici pubbici con l’obiettivo di mantenere alta l’attenzione dell’opinione pubblica internazionale sulla sistematica violazione dei diritti fondamentali delle donne, in particolare nei territori occupati.
Si attueranno - insieme al UNMS, in ottica di collaborazione e reciproco impegno - delle politiche precise a favore delle donne, come l’istituzione del servizio taxi, il programma di istruzione per gli anziani, la possibilità di formare unione e cooperative.

Le più colpite dalla repressione sono le donne


Il Polisario ha lanciato il 6 marzo a Bruxelles un appello all’Unione Europea affinché intervenga a proteggere la popolazione sahrawi in pericolo nei territori occupati del Sahara Occidentale a causa della repressione marocchina. Tra gli episodi ricordati la violenta repressione della manifestazione del 23 febbraio a El Aiun per chiedere la liberazione degli 82 prigionieri politici sahrawi attualmente detenuti in diverse carcerci  marocchine: anche in questa occasione la violenza ha colpito soprattutto le donne, come da tempo accade in episodi analoghi durante le proteste di strada nei territori occupati. Il giorno dopo, il 24 febbraio, nel corso di un ricevimento per accogliere una delgazione  sahrawi proveniente dai campi in Algeria nel quadro delle visite familiari promosse dall’Onu, la polizia è intervenuta brutalmente ferendo 19 persone, tra cui una donna incinta, Mailad Maalouma.

A rischio i progetti a favore delle donne sahrawi



La Mezzalunarossa sahrawi (MLRS) ha lanciato il 6 marzo l’allarme sulle consequenza della riduzione dell’aiuto umanitario destinato ai campi profughi, dovuto alla crisi economica mondiale. Tra la popolazione più esposta vi sono, oltre ai giovani, le donne sia per ciò che riguarda l’aiuto alimentare sia per i progetti indirizzati a sostenere la condizione femminile. La MLRS ha rilevato che secondo i risultati preliminirari della recente missione congiunta dell’ACNUR e del Programma alimentare mondiale (PAM) l’aiuto alimentare destinato ai rifugiati sahrawi ammonta a 8 milioni di dollari, ovvero il 30% dei 32 milioni di dollari stimati necessari per l’intera popolazione dei campi profughi sahrawi. Uno studio congiunto dell’ACNUR e del PAM condotto nell’ottobre 2010 aveva rilevato che l’anemia colpisce il 55% delle donne incinte e la metà delle donne in età fertile, mentre la malnutrizione cronica riguarda il 30% dei bambini con meno di 5 anni.

"Quote rosa": 25% al Parlamento sahrawi


La prima seduta del Consiglio Nazionale Sahrawi (Parlamento), si è tenuta a Tifariti, nei Territori liberati, il 27 febbraio 2012 in occasione del 36° anniversario della proclamazione della RASD. Risulta che oltre il 25% degli eletti è donna. Le elezioni si sono svolte a livello di wilaya, delle istituzioni, dell’esercito e della sicurezza dal 19 al 20 febbraio. Nel corso della stessa seduta Khatri Addouh è stato eletto, per la seconda volta, presidente del Parlamento tra una terna candidati, tutti uomini. Si è conclusa così la stagione politica iniziata in dicembre con il 13° Congresso del Fronte Polisario e che ha portato alla riconferma del Segretraio Generale Mohamed Abdelaziz alla testa del partito e della RASD, l’elezione del Segretariato nazionale, il varo del nuovo governo, dove Taleb Omar è stato confermato primo Ministro, la nomina dei nuovi governatori delle wilaya, e l’elezione del parlamento. I 52 seggi parlamentari sono stati rinnovati per il 69%, i giovani rappresentano il 42%, e il 30% dei parlamentari ha fatto studi universitari.

Le donne sahrawi all’Onu per discutere dello status della donna


Un’importante delegazione dell’Unione Nazionale delle Donne Sahrawi partecipa,dal 1° al 9 marzo 2012 alla 56a sessione della Commissione sulla condizione giuridica e sociale della donna presso le Nazioni Unite a New York. Condotta dalla Segretaria nazionale Fatma Mehdi, la rappresentanza sahrawi ha incontrato le delegazioni di donne di numerosi paesi. Durante i lavori sono stati discussi temi come la costruzione della pace, la sicurezza, la sovranità alimentare e l’ambiente.

8 marzo per Rossella libera!

Rossella  libera!

In occasione dell’otto marzo l’ANSPS ha riproposto la campagna a favore della liberazione di Rossella Urru, di Ahinoa Fernandez de Rincon, ed Eric Gonyalons, rapiti nella notte tra il 22 e il 23 ottobre scorso.  In particolare ha voluto legare questa data a Rossella e Ahinoa ricordando i motivi per i quali si trovavano nei campi profuhi sahrawi in Algeria, per progetti umanitari a favore della poplazione rifugiata, e delle donne in modo particolare. (Leggi il comunicato)
A proposito delle notizie che sono circolate negli ultimi giorni sulla presunta liberazione di Rossella, l’ANSPS ha raccomandato ai media di vagliare le proprie fonti di informazione, e al movimento di solidarietà di intensificare le manifestazioni di affetto nei confronti dei cooperanti rapiti senza alimentare campagne polemiche che potrebbero mettere a rischio gli sforzi della diplomazia italiana e spagnola. Ha inoltre sollecitato gli Enti Locali ad esprimersi mediante ordini del giorno per la liberazione dei cooperanti e con l’affissione della fotografia di Rossella sulle facciate delle sedi istituzionali. Libera TV, una web tv, ha dedicato un servizio a questo proposito. Iniziative analoghe in occasione dell’8 marzo sono state proposte da associazioni, esponenti delle istituzioni e della cultura. 
Ricordiamo il sito in italiano che è stato dedicato a Rossella.