domenica 13 maggio 2012

39° Anniversario del Fronte Polisario

Una serata di dibattito e convivialità, 
in occasione del 39° anniversario del Fronte Polisario, 
rivolta a tutti i sostenitori, gli amici,  i simpatizzanti  e conoscenti:

sabato19 maggio 2012, dalle ore 19.00 alle ore 22.00 
in via Goito 35b - Roma (presso la sede di Arci Solidarietà).

 

Per informazioni e prenotazioni: SALKA 34.23789285, MENI 327.1656718,  NAFI 340.7657916

sabato 5 maggio 2012

Onu: missione di pace senza diritti umani


Il Consiglio di Sicurezza ha approvato il 24 aprile la Risoluzione con la quale, sulla base del Rapporto presentato dal Segretario generale dell’Onu il 5 aprile,  prolunga fino al 30 aprile 2013 il mandato della missione dei caschi blu nel Sahara Occidentale (MINURSO), in scadenza al 30 aprile di quest’anno. Il rinnovo è diventato ormai un rito da quando la missione è stata dispiegata nel 1991 per sorvegliare il cessate il fuoco e soprattutto per organizzare il referendum di autodeterminazione.
La vera questione all’ordine del giorno era la protezione dei diritti umani. La MINURSO è l’unica missione di pace a dell’Onu ancora in corso a non prevedere espressamente tale clausola. Malgrado le richieste del Polisario, del Parlamento europeo (cfr. sotto), della campagna internazionale promossa da diverse organizzazioni, tra le quali l’ANSPS, il Consiglio di Sicurezza ancora una volta ha eluso il problema. Ha vinto una volta di più il ricatto della Francia determinata ad esercitare il diritto di veto se la proposta di estendere ai diritti umani il mandato dei caschi blu fosse stata messa ai voti.
L’aspetto paradossale della Risoluzione è il sostegno alle due Commissioni regionali che dipendono dal Consiglio nazionale dei diritti umani da poco istituito dal Marocco. Non solo il governo di Rabat non ha mai garantito la protezione e la giustizia per i sahrawi, ma le associazioni internazionali per la difesa dei diritti umani hanno anche negli ultimi anni denunciato la continua violazione dei diritti dei marocchini stessi, come confermato dall’ultimo rapporto del novembre scorso del Comitato contro la tortura dell’Onu, e ciò a dispetto delle riforme annunciate. Per capire meglio l’atteggiamento del Marocco nei Territori Occupati, basti pensare che nel settembre scorso aveva protestato per l’invio di una missione Onu dopo i sanguinosi incidenti accaduti nella città di Dakhla tra sahrawi e coloni marocchini alla fine di una partita di calcio.
La Risoluzione riproduce nella quasi totalità quella approvata lo scorso anno. L’unica timida aggiunta è la raccomandazione di garantire ai caschi blu la libertà di interazione con tutti i loro interlocutori e la libertà di circolazione. Troppo poco di fronte alla denuncia di Ban Ki-moon dei numerosi ostacoli posti dal Marocco alla missione.
La seduta del Consiglio è durata 15 minuti e la Risoluzione è stata approvata all’unanimità. Nel suo intervento il Sudafrica ha espresso tutta la sua preoccupazione per l’incapacità del Consiglio di Sicurezza di stabilire un meccanismo credibile per la difesa dei diritti umani.

Il Parlamento europeo condanna la repressione nei confronti dei sahrawi


La plenaria del Parlamento europeo ha approvato il 18 aprile il Rapporto su “Diritti umani nel mondo e la politica dell’Unione europea”, preparato dal deputato britannico Ricahard Howitt. Grazie ad un emendamento del Gruppo parlamentare GUE/NGL, il Rapporto è stato adottato con una risoluzione che richiama il diritto del popolo sahrawi all’autodeterminazione e reitera la sua richiesta di una soluzione giusta e duratura in conformità con le risoluzioni dell’Onu. Denuncia la repressione subita dalla popolazione sahrawi nei Territori occupati, chiede inoltre la liberazione degli ottanta prigionieri politici sahrawi ed in particolare dei 23 detenuti nel carcere di Salé a seguito dello smantellamento del Campo di Gdeim Izik nel novembre 2010. Sollecita infine l’adozione di un meccanismo internazionale di vigilanza sui diritti umani nel Sahara occidentale.

La Lega Araba e l’autodeterminazione


Il Segretario generale della Lega araba, Nabil al-Arabi, in un’intervista al quotidiano algerino El Khabar, in risposta ad una domanda sul sostegno che la Lega araba cerca di dare al cambiamento nel modo arabo, afferma che “il popolo sahrawi ha il diritto all’autodeterminazione”. Allo stesso tempo, poiché la questione del Sahara Occidentale è in mano all’Onu, la Lega araba non vede la necessità di intervenire in questa questione.
E’ la prima volta che un alto esponente della Lega si esprime in questo modo sulla questione sahrawi. Finora la Lega araba ha respinto qualunque ipotesi di riconoscimento della RASD a causa dell’opposizione della maggioranza dei paesi membri.

Rossella Urru sequestrata da oltre 6 mesi


Il 22 aprile ha segnato i sei mesi dal sequestro di Rossella Urru e dei due cooperanti spagnoli Ainhoa Fernández de Rincón ed Enric Gonyalons. In questa occasione l’ANSPS ha diffuso un comunicato e successivamente ha preparato uno speciale documento Dal Sahara al Sahel, il primo numero del Sahrawi Report, dedicato interamente alla comprensione del rapimento dei tre cooperanti e dell’evolversi della situazione nella regione. Chi fosse interessato può chiederlo alla Redazione della Sahrawi Newsletter.
La novità di quest’ultimo mese è la richiesta ufficiale di riscatto per la liberazione . Inoltre il MUJAO che ha rivendicato l’attentato a Tamanrasset e il rapimento sette membri del Consolato algerino a Gao (Mali), tra cui il Console, chiede oltre al pagamento di un riscatto la liberazione di alcuni prigionieri.
Desta una certa preoccupazione l’instabilità del Mali (vedi sotto Sahel), tuttavia il governo spagnolo si è detto non preoccupato per gli eventi in corso, eventi che non ostacolano la rimessa in libertà degli ostaggi.
Tra le molte manifestazioni di affetto e di solidarietà nei confronti dei tre sequestrati, citiamo l’intervento di Khadija Hamdi, ministra della cultura della RASD, autore teatrale e promotrice dell’identità culturale ed artistica sahrawi, nel suo discorso di apertura della 9a edizione del Festival internazionale del cinema nel Sahara Occidentale (FISAHARA). La ministra ha affermato che “ogni famiglia sahrawi sente che è come se Enric Gonyalons, Ainhoa Fernández de Rincón e Rossella Urru fossero stati rapiti nella propria tenda”

Territori Occupati: la mobilitazione continua


Il 28 aprile si è svolta a El Aiun una manifestazione davanti alla sede regionale del Consiglio nazionale dei diritti umani. Appena iniziato l’assembramento, la polizia è intervenuta brutalmente, si segnalano 13 feriti e 5 fermati. 
Una manifestazione parallela si è tenuta il 30 aprile nella città di Bojador.

Si è tenuto a El Aiun il 20 aprile il processo per i fatti di Dakhla, gli incidenti avvenuti a seguito di una partita di calcio nel settembre scorso. Sono comparsi davanti alla Corte di Appello 16 detenuti sahrawi e 7 coloni marocchini. I prigionieri sahrawi hanno respinto le accuse, ed hanno attribuito gli incidenti alle forze di sicurezza e militari che hanno incitato i coloni marocchini a dare la caccia ai sahrawi. Tutti gli imputati sahrawi hanno denunciato violenze, torture e maltrattamenti durante la loro detenzione, quattro di loro hanno chiesto di essere sottoposti ad un controllo medico per provare le torture subite. Il processo si è concluso con la condanna di tutti gli imputati sahrawi, le condanne più pesanti, a tre anni di carcere, sono state pronunciate nei confronti di sei difensori dei diritti umani. Tre coloni marocchini sono stati condannati a un anno con la condizionale.
Il processo si è svolto alla presenza di osservatori internazionali, quattro dalla Spagna e due dall’Italia, Roberta Bussolari e Federico Comellini dell’Associazione El Ouali di Bologna.

Primo Maggio: i lavoratori sahrawi aspettano ancora


In occasione delle Festa dei lavoratori, Mohamed Chej Segretario generale dell’Unione UGTSARIO ha rilasciato a Rabuni una dichiarazione a proposito dei lavoratori sahrawi dipendenti di imprese spagnole fino al 26 febbraio 1976 (ultimo giorno dell’amministrazione spagnola). Il riconoscimento dei loro diritti ha fatto passi in avanti. Il 2 agosto 2011 sulla Gazzetta ufficiale  è stato pubblicata la decisione che impegna il governo a presentare entro due mesi  al parlamento nazionale la lista degli aventi diritto e i costi dell’operazione. In realtà si sta ancora attendendo che tutte le raccomandazioni siano messe in pratica.